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Utente: Ryot
uno spirito tendenzialmente controccorente. Amante dei libri e della musica (nn mi lasciano mai), terribilmente curiosa,schietta nell'esprimere un concetto,cn la testa nolto spesso cn le nuvole, amo l'aria aperta e gli amici veri. Detesto gli ipocriti e gli indifferenti
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lunedì, 26 maggio 2008

 A prima vista potrebbe sembrare un titolo esagerato, ma nn credo che lo sembrerà così tanto dopo che avrete letto quello che adesso ripoterò.

Infatti a Napoli la polizia, dopo avere picchiato una signora di ottantaquattro anni, ha pensato di fare lo stesso con i bambini. Queste sono le testuali parole di una ragazzina aggredita dalla polizia:" E' arrivata la polizia. Io e una mia amica stavamo sul muretto a giocare col telefonino. All'improvviso ci hanno menato con i mazzarelli e gli scudi"

Se le cavata soltanto con un arto ingessato, ma la prossima volta lei (come tanti altri) potrebbe non essere così fortunata. Quello che sta accadendo ultimamente a Napoli mi ricorda il G8

Naturlmente giornali come La Repubblica nn hanno riportato alcunchè sull'accaduto. Giudicate un po' voi  

postato da: Ryot alle ore 19:18 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 15 maggio 2008

Maggio è il periodo peggiore dell'anno per qualunque liceale (me compresa). Tutti i compiti e le interrogazioni possibile caffuddiate in una volta sola (e non è ancora finita) 

Ancora peggio se ti devi anche sucare dei prof bastardi, tipo la mia di francese. Comincio ad odiarla come Harry Potter odiava Piton (il che è tutto dire) cmq

A parte una valanga di compiti che nn finisce mai, nn mi è successo un granchè. Per ora gli unici momenti di evasione che ho sono quando vado agli scout ed esco con la comi il sabato. Penserete:"Che noia!"

 In effetti lo è. Mi ci vorrebbe qualcosa per uscire da questa quotidianità in cui tutti i giorni sono uguali. Nn    sono scontenta della mia vita,ma vorrei fare qualcosa di diverso,ogni tanto,  tanto per "uscire dagli schemi".

Vabbè, fortunatamente sta venendo l'estate e sono più libera. Speriamo che nn mi lasciano qualche materia!

Ora vi lascio. Vi ho già annoiato abbastanza

Ciau!

 

postato da: Ryot alle ore 20:33 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 08 maggio 2008

« Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio,
negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare,
aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato,
si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. »
(Dalla canzone I Cento Passi dei Modena City Ramblers)

 

             Oggi, giorno 8 Maggio, è il 30° anniversario della morte di Giuseppe Impastato. Per ricordare chi era, e per chi ne volesse sapere di più, vi posto alcune informazioni trovate su Wikipedia:                                                                                                                                                 

             

Giuseppe Impastato meglio conosciuto come Peppino (Cinisi5 gennaio 1948 – Cinisi9 maggio 1978) è stato un attivista e giornalista italiano.

LA VITA

Giuseppe Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo nel 1963).

Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino L'Idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

Nel 1975 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforum, musica, teatro, dibattiti, ecc.); nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale

Stampa, forze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e, dopo la scoperta di una lettera scritta molti mesi prima, del suicidio.

Le accuse e le scoperte

Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria.

Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la prima manifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.

Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del 1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti.

Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection.

Nel gennaio 1988, il Tribunale di Palermo invia una comunicazione giudiziaria a Badalamenti. Nel maggio del 1992 il Tribunale di Palermo decide l'archiviazione del caso Impastato, ribadendo la matrice mafiosa del delitto, ma escludendo la possibilità di individuare i colpevoli e ipotizzando la possibile responsabilità dei mafiosi di Cinisi alleati dei corleonesi.

Nel maggio del 1994 il Centro Impastato presenta un'istanza per la riapertura dell'inchiesta, accompagnata da una petizione popolare, chiedendo che venga interrogato sul delitto Impastato il nuovo collaboratore della giustizia Salvatore Palazzolo, affiliato alla mafia di Cinisi. Nel marzo del 1996 la madre, il fratello e il Centro Impastato presentano un esposto in cui chiedono di indagare su episodi non chiariti, riguardanti in particolare il comportamento dei carabinieri subito dopo il delitto.

Nel giugno del 1996, in seguito alle dichiarazioni di Palazzolo, che indica in Badalamenti il mandante dell'omicidio assieme al suo vice Vito Palazzolo, l'inchiesta viene formalmente riaperta. Nel novembre del 1997 viene emesso un ordine di cattura per Badalamenti, incriminato come mandante del delitto. Il 10 marzo 1999 si svolge l'udienza preliminare del processo contro Vito Palazzolo, mentre la posizione di Badalamenti viene stralciata.

I familiari, il Centro Impastato, Rifondazione comunista, il Comune di Cinisi e l'Ordine dei giornalisti chiedono di costituirsi parte civile e la loro richiesta viene accolta. Il 23 novembre 1999 Gaetano Badalamenti rinuncia all'udienza preliminare e chiede il giudizio immediato.

Nell'udienza del 26 gennaio 2000 la difesa di Vito Palazzolo chiede che si proceda con il rito abbreviato, mentre il processo contro Gaetano Badalamenti si svolgerà con il rito normale e in video-conferenza. Il 4 maggio, nel procedimento contro Palazzolo, e il 21 settembre, nel processo contro Badalamenti, vengono respinte le richieste di costituzione di parte civile del Centro Impastato, di Rifondazione comunista e dell'Ordine dei giornalisti.

Nel 1998 presso la Commissione parlamentare antimafia si è costituito un Comitato sul caso Impastato e il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni favorevoli all' ipotesi dell' attentato terroristico poste in essere dai seguenti militari dell' arma: il Maggiore Tito Baldo Honorati; il maggiore Antonio Subranni; il maresciallo Alfonso Travali (fonte: Relazione Parlamentare sul caso Impastato).

Il 5 marzo 2001 la Corte d'assise ha riconosciuto Vito Palazzolo colpevole e lo ha condannato a 30 anni di reclusione. L'11 aprile 2002 Gaetano Badalamenti è stato condannato all'ergastolo.

postato da: Ryot alle ore 19:39 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 06 maggio 2008

When you were here before

Couldn't look you in the eye

You're just like an angel

Your skin makes me cry

You float like a feather

In a beatiful world

And I wish I was special

You're so fuckin' special

But I'm a creep, I'm a weirdo

What the hell I'm doing here?

I don't belong here

I don't care if it hurts

I want have control

I want a perfect body

I want a perfect soul

I want you notice

When I'm not around

You're so fuckin' special

I wish I was special

But I'm a creep, I'm weirdo

What the hell I'm doing here?

I don't belong here

She's running out again

She's running ut

She's run run running out...

Whatever makes you happy

Whatever you want

Wou're so fuckin' special

I wish I was special

But I'm a creep, I'm a weirdo

What the hell I'm doing here?

I don't belong here

I don't belong here

Written by: Radiohead

postato da: Ryot alle ore 17:34 | Permalink | commenti
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lunedì, 05 maggio 2008

Finalmente mi è venuta in mente qualcosa da scrivere! Ultimamente nn riuscivo a fare altro se non fissare lo schermo del computer chiedendomi: "E oggi di che parlo?"   

Comunque...

Recentemente, soprattutto durante la campagna elettorale, il nuovo governo Berlusconi ha sollevato più volte il problema della sicurezza, per il fatto che, sempre in questo ultimo periodo, sono accaduti molti episodi di criminalità in particolare di violenze sessuali

Aiutati dai "mezzi di informazione", che hanno strumentalizzato spudurotamente il fatto che la maggioranza di questi reati fossero stati commessi da immigrati; i partiti di destra (da pdl a lega nord) hanno usato questo fenomeno come cavallo di battaglia, servendosi anche dei timori della gente

Non è quindi così sconvolgente che a Roma abbiano preferito come sindaco un Alemanno a un Rutelli, che  quando si è posto il problema della violenza in strada sulle donne ha saputo solo dire:"mettiamo loro un braccialetto elettronico per poterle vigilare"

Invece di interrogarsi sul motivo che spinge queste persone a commettere questi reati, la maggioranza dei nostri politici preferisce andare allo spiccio rpoponendo di rimpatriare quanti più immigrati, indipendentemente se siano clandestini, regolari o Rumeni. Ma nel caso di questi ultitimi i nostri poltici dimenticano il fatto che i Rumeni sono membri dell'Unione Europea. Pertanto non possono essere espulsi come semplici clandestini

E un'altra cosa che "sfugge" al lor signori è il fatto che molti altri episodi di violenza vengono commessi da Italiani. Ma questi non fanno scalpore. Non fa rabbrividire il fatto che ogni anno migliaia di donne subiscono violenza dentro le mure domestiche e che molte di queste  vengono uccise, o che un  ragazzo di 29anni sia in coma in condizioni disperate perchè aveva rifiutato di offrire a 5 suoi coetanei una sigaretta 

Queste cose dovrebbero fare indignare chinque, invece no, regnamo nell'indifferenza totale 

  

postato da: Ryot alle ore 17:53 | Permalink | commenti (4)
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